LA GESTIONE DELLA VOLPE IN PROVINCIA DI PIACENZA

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LA GESTIONE DELLA VOLPE IN PROVINCIA DI PIACENZA
26 novembre 2013
I recenti avvenimenti legati al piano di controllo della volpe sul territorio piacentino inducono a una serie di riflessioni alle quali l’ANUUMigratoristi non si sottrae. Queste riflessioni, volutamente scevre da ogni vis polemica, sono ritenute doverose nei confronti della comunità e dei nostri iscritti.

Preliminarmente giova però evidenziare la difficoltà, per chi scrive, di condensare in poche righe, quanto già largamente e clamorosamente esposto dalle Associazioni promotrici dell’iniziativa; inoltre si avverte anche un certo disagio nell’affrontare questioni tecnico/scientifiche da un punto di vista emotivo e ideologico.
Da più parti si è ravvisata l’impressione che non si sia volutamente evidenziare la sostanziale differenza tra attività venatoria e piano di controllo, sminuendo così il meritorio sforzo di volontariato operato dai cacciatori e confondendo nella mente di coloro che hanno firmato un’attività ricreativa con un’operazione gestionale, finendo per far passare il messaggio che le motivazioni della prima fossero alla base della seconda.
Una larga fetta dell’opinione pubblica è convinta che il piano di controllo sia stato adottato per soddisfare le bramosie dei cacciatori, finendo per trascurare le vere motivazioni.
La finalità del Piano provinciale di controllo della Volpe, adottato dalla Provincia di Piacenza, era quella di tutelare altre specie di fauna negli istituti in cui è proibita l’attività venatoria. Anche in queste aree le lepri, i fagiani e le pernici nonché diverse specie protette sono drasticamente diminuite, mentre le volpi sono aumentate e il loro impatto è noto.
Inoltre, rammentiamo che la volpe risulta essere portatrice di un rilevante numero di epizoozie, tra le quali la rabbia silvestre, registrata ancora poco tempo fa nel Nord-Est (Friuli – Veneto, quindi in aree confinanti con la nostra regione), la rogna sarcoptica e ancora la trichinella spiralis, tutte trasmissibili all’uomo e agli animali domestici (cani, gatti, cavalli, maiali ecc.).
Teniamo anche presente che la produzione di salumi rappresenta per la nostra provincia una voce importante di bilancio sia per numero di posti di lavoro, sia per indotto. Infatti le volpi provenienti dai piani di controllo di tutto il territorio provinciale avrebbero dovuto essere conferite all’Istituto Zooprofilattico di Gariga di Podenzano (PC) per essere sottoposte ad analisi onde verificarne lo stato di salute e per monitorare costantemente l’eventuale diffusione di epizoozie sul territorio provinciale.
In questo modo gli Enti preposti avrebbero potuto adottare tempestivamente eventuali provvedimenti atti a salvaguardare la salute pubblica. Non ci pare che tendere un cordone sanitario, condizionando l’eccessiva densità della specie, costituisca una minaccia per la stessa, anzi. Ricordiamo che la volpe, opportunista per eccellenza, deve il proprio incremento demografico alle rapide modificazioni ambientali e ai disturbi indotti dalle attività antropiche, cui essa si adatta facilmente e che poco hanno a che vedere con il naturale equilibrio della specie e con il territorio sul quale insiste. Difficile poi affrontare questioni legate all’emotività, che vengono da noi considerate con il massimo rispetto, ma che consideriamo eccessivamente impattanti quando prevalgono sulla gestione tecnico scientifica della fauna selvatica.
Facciamo comunque fatica a valutare se sia più crudele un cane che azzanna un volpacchiotto oppure una volpe (la cui presenza è innaturalmente elevata) che azzanna leprotti, fagianotti o nidiate di occhione, ecc. In chiusura, giova sottolineare che sia l’attività venatoria che il prelievo extra caccia, sono basati e controllati da una serie di normative – vigenti! – ormai collaudate; che la specie non corre alcun pericolo di conservazione e che l’I.S.P.R.A., l’Istituto deputato a rilasciare pareri sulla gestione faunistica a Regioni e Province, eccepisce, ogni qual volta se ne verifichi la necessità, sui piani di controllo. E questo non è stato affatto il caso di Piacenza. (fonte: UFFICIO STAMPA PROVINCIALE ANUUMIGRATORISTI)

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