Riflessione sulla caccia – 24 maggio 2016 – Sig. Angelo BRUGNETTI

Come sono lontani i tempi in cui la caccia era alzarsi alla alba, prendere il cane, la doppietta e andare a caccia di lepri, fagiani, starne e migratoria. La caccia era: cacciatore, cane e selvaggina. Ora devi avere un cane robot. Mi spiego meglio: il mio Breton ora deve sapere che: il capriolo non deve fermarlo perché io non posso cacciarlo, che cinghiale non deve fermarlo perché non posso cacciarlo, la lepre non deve fermarla perché non la posso cacciare. Andando a caccia a nell’ A.T.C. PC 7 è difficile trovare un fagiano a stagione inoltrata, non se ne salva uno, vengono abbattuti tutti nelle prime giornate di caccia. Io devo mantenere un cane con la speranza che a novembre passi qualche beccaccia, sempre che non nevichi. Ma la caccia non dovrebbe essere cacciatore, cane e selvaggina? Ma quale selvaggina posso cacciare con il mio cane? Mah poveri noi!  Poveri cani da caccia! A quei Signori che sostengono la caccia per specie vorrei chiedere, come fanno ad addestrare il loro cani ?  Molto probabilmente questi Signori si possono permettere di poter cacciare in diversi A.T.C. e nelle riserve, cose che non sono possibili per tutti i comuni cacciatori, non tutti i cacciatori possono permettersi questi lussi.

24 maggio 2016

Lettera del Sig. Angelo BRUGNETTI di Milano

I commenti sono chiusi